ROMPERE IL GHIACCIO A UN CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA

ROMPERE IL GHIACCIO A UN CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

ROMPERE IL GHIACCIO A UN CORSO DI FORMAZIONE SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO_1

Sono convinto, dopo tanti anni in aula, che un corso sulla sicurezza che inizia in discesa sia il meglio che possa capitare a un docente, purtroppo questa situazione non si verifica quasi mai. Immagino una situazioni ideale: arrivano i partecipanti, si siedono e sono sorridenti, niente espressioni accigliate ne braccia conserte. Al contrario, sono tutti in attesa di confrontarsi con noi.

Chi sta in aula con una certa frequenza sa che questa è una mera illusione, i segnali che ci lancia l’aula all’inizio dei corsi sono di ben altra natura. (Per approfondire leggi la mia guida “COME GESTIRE UN’ AULA DI UN CORSO DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA).

E allora qual è il miglior modo per far cambiare rapidamente la situazione e volgerla a nostro vantaggio?

Per nostro vantaggio intendo beneficio comune del docente e dei partecipanti. Se i partecipanti sono chiusi nei nostri confronti avranno enormi difficoltà ad apprendere oltre che annoiarsi a morte.

Abbiamo bisogno di acquisire alcune tecniche rompighiaccio. Esatto: il Rompighiaccio è il nostro miglior alleato per iniziare bene il nostro corso in materia di sicurezza.

Ognuno ha il suo Rompighiaccio ai corsi di formazione in materia di sicurezza

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Il rompighiaccio ha per caratteristica quella di essere una situazione che esula dall’ordinario, che i partecipanti non si aspettano e che li costringe in qualche maniera ad uscire da loro guscio.

Parliamoci francamente: nell’immaginario collettivo, in buona parte proprio per colpa nostra (Docenti ed Enti), i corsi di formazione in materia di sicurezza non hanno una buona fama.

Molti pensano, me lo confermano le migliaia di test che ho fatto compilare negli ultimi anni e le centinaia di chiacchierate fatte alla macchina del caffè con i partecipanti.

Il solo fatto di non annoiarsi li sorprende! Direi che per la categoria dei docenti ed enti di formazione sulla sicurezza non è esattamente il massimo.

Ma quale scegliere?

Questo dipende molto dal tuo approccio alla lezione ma ancor più dal tuo carattere.

Se sei introverso o timido scegli un rompighiaccio di “basso profilo”, se sei simpatico ed estroverso puoi puntare ad un rompighiaccio ad effetto senza timore di affrontare di petto l’aula.

Insomma ad ognuno il Suo rompighiaccio!

« Coloro che fanno distinzione fra intrattenimento ed educazione forse non sanno che l’educazione deve essere divertente e il divertimento deve essere educativo »

(Marshall McLuhan)

Alcuni esempi di Rompighiaccio ai corsi di formazione in materia di sicurezza

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A volte ho sentito colleghi che confondono il rompighiaccio con far fare un pre test per analizzare il livello dell’aula. Niente di male a fare i pre test anche se obiettivamente il tempo a nostra disposizione non è molto ed impiegarlo nel fare test non è nelle mie corde.

Il rompighiaccio tuttavia è tutt’altro, non a caso richiama alla violenza con cui le navi si fanno largo laddove nessuna altra nave può arrivare. Noi miriamo a rendere collaborativi partecipanti che potrebbero essere non ben disposti nei nostri confronti.

Potreste iniziare scrivendo una slide oppure sulla lavagna:

“Cosa ci aspettiamo da questo corso”. Se lo fate, aspettatevi ogni genere di risposta: chi farà battute, chi darà risposte non sincere tipo compito di scuola, chi potrebbe essere critico dicendo che è una perdita di tempo. Non ti offendere, devi tenere presente che non hanno deciso di venire al corso. I corsi in materia di sicurezza sono obbligatori e pochi capiscono che sono un diritto e che possono migliorare la qualità della loro vita lavorativa.

Una volta che hai scritto le risposte prendi il foglio, piegalo e comunica loro che a fine corso riesamineremo quelle che erano le aspettative per vedere se sono state rispettate, superate o deluse.

Cosa hai guadagnato? Li hai fatti parlare, forse sono usciti dal guscio dove non riesci ad arrivare tu. Se sono chiusi non li raggiungi, se si aprono sono alla tua portata.

Un secondo esempio di rompighiaccio più adatto agli introversi che non amano affrontare di petto la situazione, potrebbe essere lo stesso procedimento facendo però scrivere in forma anonima le aspettative su un foglio di carta. Mentre scrivono parla loro, magari fai una battuta distensiva. Cerca di metterli a loro agio. Dai massimo 5 minuti per questa attività

Quando avrai raccolto tutti i commenti puoi dire loro che a fine corso riesamineremo quelle che erano le aspettative per vedere se sono state rispettate, superate o deluse. In questo caso niente scommessa, basso profilo.

Esistono altre centinaia di casi, ad esempio domandare ai partecipanti:

“Secondo voi di cosa dovremmo parlare oggi perché il corso sia veramente utile? Non pensate al programma di legge. Di cosa dovremmo veramente parlare?”.

Questa tecnica li farà sentire importanti e vedrai che molti diranno cose sensate e intelligenti.

Quando avranno finito ed avrai scritto le osservazioni ricorrenti mettile da una parte per verificare nuovamente a fine lezione.

Crea sempre un legame tra inizio e fine lezione. Un filo d’Arianna che renda “misurabile” il risultato.

Il mio Rompighiaccio preferito ai corsi di formazione in materia di sicurezza: Una scommessa

Normalmente, prima di scegliere un rompighiaccio piuttosto che un altro cerco di capire chi ho davanti ma se dovessi scegliere quello che ritengo più efficace sicuramente propenderei sulla Scommessa tra il docente e l’aula del corso sulla sicurezza.

Cosa scommetto? Vado a toccare il tasto dolente! È sempre stato un mio punto di forza.

Trasformare le debolezze in pregi senza nasconderle ma portandole proprio sotto la lente di ingrandimento.

Ecco la scommessa che ripropongo giorno dopo giorno in aula.

Domando: “Chi pensa che i corsi di formazione non servono a niente?”.

A questo punto cala il gelo, un po’ di imbarazzo.

Pochi secondi di sospensione e poi mi rivolgo alla persona che manda i segnali più negativi (per imparare a cogliere i segnali dell’aula puoi leggere per approfondire la mia guida “COME GESTIRE UN’AULA DI UN CORSO DI FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA) e ripeto la domanda: “Lei pensa davvero che essere qui oggi possa servire a qualcosa oppure crede che sarebbe meglio se fosse a lavorare, visti anche i tempi che corrono!”

A questo punto, chiamato in causa direttamente non potrà resistere e dirà più o meno, quello che pensa.

Spesso quello che pensa è davvero che non servano a niente.

È entrato nel rompighiaccio e sta facendo il tuo gioco. A questo punto devi solo fare una scommessa con lui e con loro.

“Io, al contrario, penso che i corsi sulla sicurezza siano utilissimi ma non posso chiedervi di credermi ora. Non ci conosciamo neppure, sarebbe una salto nel buio. Rimandiamo la decisione alla fine della lezione e

se penserete ancora che non servono a niente avrò perso, se al contrario avrete cambiato idea, avremo vinto tutti: voi avrete imparato qualcosa e io sarò contento di aver fatto bene il mio lavoro. Ok?”

Dopo questo puoi iniziare a chiedere loro tutti i dati che ti servono per conoscerli meglio. (Se vuoi approfondire puoi leggere la mia guida “QUANTO SONO IMPORTANTI LE INFORMAZIONI SUI PARTECIPANTI DEI CORSI IN MATERIA DI SICUREZZA”

Hai rotto il ghiaccio, ora sei in ballo!

Buona lezione.