GESTIONE DELL’AULA NEI CORSI SULLA SICUREZZA

A questo punto, concluso il percorso teorico del corso in materia di sicurezza, dobbiamo passare alla parte pratica. Come fare?

L’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 che stabilisce i criteri e programmi relativi alla formazione sulle Attrezzature di lavoro più comuni, ci dà delle indicazioni di massima che non sono sufficienti per la realizzazione di un buon corso di formazione. Per non parlare di quando le attrezzature, e sono tantissime, non sono previste dall’Accordo SR e dobbiamo progettare il corso di sana pianta facendo riferimento solo ai generici articoli 37, 71 e 73 del D.Lgs 81/08.

Insomma! Dobbiamo metterci del nostro se vogliamo raggiunge l’obiettivo.

Già,  ma l’obiettivo che dobbiamo raggiungere qual’è.

  • Abbiamo davanti un’aula di neofiti della guida di una Piattaforma aerea piuttosto che di un Carrello elevatore?
  • Stiamo addestrando, all’uso del Carroponte, una squadra di veterani che convivono con la pulsantiera da vent’anni?
  • Oppure, ipotesi peggiore, un gruppo misto che vede insieme giovani in cerca di lavoro senza alcuna esperienza e manovratori esperti di Gru a Torre.

La legge non ci viene incontro e gli Accordi stato regioni fanno altrettanto! Sembra impossibile.

Nessun distinguo in base all’esperienza e identico tempo per la fase di addestramento pratico da dedicare ai partecipanti.

Per assurdo ( che poi è la realtà): un corso di Escavatoristi esperti ha la stessa durata di un corso di neofiti sulla medesima macchina.

Appurato questo, dobbiamo appunto metterci del nostro. Come fare?

Un primo consiglio è la scelta del docente ovviamente! Ancora una volta la legge non ci viene incontro. I criteri di qualificazione dei docenti nell’Accordo Stato Regioni riportano un generico “da personale, con esperienza professionale pratica, documentata, almeno triennale, nelle tecniche dell’utilizzazione delle attrezzature di cui trattasi”. Vuol dire tutto e niente. Potremmo stare ore ad opinare cosa voglia dire con esperienza professionale pratica documentata.

Inoltre, questa è una garanzia per il partecipante? Siamo sicuri che sia sufficiente? A mio avviso assolutamente no.

Pertanto saremo noi docenti che dovremo farci delle domande molto precise ed essere onesti e coerenti con noi stessi.

Conosciamo la macchina solo da un punto di vista teorico e tecnico o ne abbiamo una conoscenza pratica?

In caso di risposta negativa rinunciamo alla docenza, per il bene di tutti.

Conosciamo la macchina solo da un punto di vista pratico?

Studiamo prima del corso oppure rinunciamo ancora. Aver guidato un muletto per tre o cinque anni non ci rende automaticamente docenti.

Dobbiamo essere un mix di conoscenze teorico, tecniche e pratiche.

Altrimenti siamo destinati al fallimento rispetto ai nostri obiettivi. Già ma quali sono? Che risultati ci attendiamo dalla fase di addestramento?

In poche parole dobbiamo:

  1. Addestrare i partecipanti neofiti affinché inizino la loro vita lavorativa sul mezzo padroneggiando tutte le procedure di sicurezza
  2. Assicurarci che gli esperti non conducano il mezzo in modo scorretto da un punto di vista della sicurezza nei luoghi di lavoro

Pertanto, scelto un docente idoneo, che potremmo essere proprio noi sulle macchine che conosciamo bene sia da un punto di vista teorico – tecnico sia da un punto di vista pratico la riuscita del corso sta tutta nella sua corretta progettazione e soprattutto nel timing.

Ragionate su quelle benedette 4 ore + esami pratici che vi sono state affidate e iniziate a pensare cosa deve saper fare un Operatore di Macchina per dimostrare di essere idoneo a ricevere l’attestato o patentino che sarà emesso dall’ente di formazione.

Dove sono i maggiori rischi? Quali sono le prassi scorrette più comuni degli esperti? Quali sono gli errori più comuni dei neofiti?

Chi meglio di voi che siete esperti conosce le risposte? Sembra tutto facile a parte il fatto che, spesso, i colleghi lamentano che il tempo è poco o è troppo.

…e allora? Timing! Calcolate esattamente quanto tempo dedicherete a persona per le simulazioni dei controlli preparativi, manovre a vuoto, manovre con carico, DPI, manovre di recupero ed emergenza e rispettatele al minuto.

Un piccolo trucco, partite dagli esperti nelle aule miste, gli altri avranno il tempo di apprendere e visualizzare le manovre dai colleghi prima di cimentarsi nella pratica. Non è secondario, ve ne accorgerete!

Infine siate sinceri, competenti e umili.

Nel campo di addestramento essere sinceri vi farà apprezzare, essere duri rispettare e umili vi avvicinerà creando una breccia attraverso cui far passare il messaggio dell’addestramento!