BILANCIO INFORTUNI Anno 2016

Bilancio sfavorevole per il numero di infortuni denunciati nel periodo 1 gennaio – 20 novembre 2016.

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un progressivo rallentamento della favorevole dinamica dell’andamento infortunistico che aveva fatto registrare un -8,8% nel 2012, -6,8% nel 2013, -4,6% nel 2014, e – 4,0 nel 2015, fino ad arrivare all’anno appena trascorso in cui il saldo ha cambiato di segno, è tornato quindi a salire il numero di infortuni. Infatti, dai recenti dati pubblicati dall’INAIL nella sezione statistica Open Data, nel periodo sopra citato si rileva un incremento delle denunce di Infortuni sul lavoro di circa 5.200 unità (dai 582.400 circa del 2015 ai 587.600 del 2016), pari a + 0,9%.

In base alla modalità di accadimento, la crescita registrata tra gli infortuni in occasione di lavoro è stata del + 0,5% (circa 2.700 infortuni in più, dai 499.300 circa del 2015 ai 502.000 del 2016).

Mentre per gli infortuni in itinere l’incremento è stato pari a circa 2.500 unità (dagli 83.100 del 2015 agli 85.600 del 2016) vale a dire +3,0%.

I settori di attività in cui si riscontra la maggiore crescita infortunistica sono: i Servizi alle imprese (+6,6%), i Trasporti (+5,1%), la Fabbricazione di autoveicoli (+5,1%) e la Metalmeccanica (+2,9%); mentre prosegue anche nel 2016 il calo degli infortuni in Agricoltura (-4,2%).

Fortunatamente, per quanto riguarda le Morti per incidenti sul lavoro, si registra un calo consistente delle denunce di 145 unità (dai 1.080 dei primi undici mesi 2015 ai 935 dell’analogo periodo 2016) pari a -13,4%.

Per quanto riguarda le Malattie professionali, sempre dai dati INAIL-Open Data relativi al periodo 1° gennaio–30 novembre 2016, risulta che sono state notificate circa 55.900 denunce contro le 54.400 del 2015, con un incremento del 2,9%.

Anche nei primi undici mesi del 2016 le patologie dell’apparato muscolo-scheletriche sono cresciute in misura molto superiore alla media, passando dalle 32.300 del 2015 alle 34.100 del 2016 con un incremento di circa 1.800 casi pari a +5,8%. Per le malattie professionali “tradizionali” più diffuse (respiratorie, cutanee, ipoacusie da rumore, tumori…) si registra, invece, una sostanziale stabilità o leggere contrazioni.